Nella puntata precedente si è parlato dell’utilizzo di Facebook come strumento di promozione del nostro libro. Ovviamente, nel variegato mondo dei social network Facebook non è l’unica possibilità che viene messa a nostra disposizione. Oggi l’offerta social è estremamente articolata: Twitter, Instagram, Pinterest, Foursquare, Snapchat, Google+…

Ognuna di queste piattaforme ha regole proprie, uno specifico pubblico di riferimento e un linguaggio peculiare. Tutto questo per dirti che:

1 – Non sono interscambiabili ma complementari.

2 – Per approcciarli correttamente è necessario prima studiarli con attenzione.

L’errore più grande che si potrebbe commettere (e molti ci cascano) è applicare la conoscenza del social X sul social Y, dando per scontato che i risultati siano identici. Facciamo un esempio.

Siamo abituati a Facebook: è il social che abbiamo sempre usato, lo conosciamo, abbiamo imparato ad apprezzarne gli aspetti positivi e a evitare quelli negativi. Questa conoscenza non può semplicemente essere traslata su Twitter, perché questo social network ha un approccio totalmente differente. Tanto per cominciare è molto più “trasversale” di Facebook; è vero che si possono seguire delle persone e si può essere seguiti a propria volta, processo che in qualche misura può ricordare l’amicizia su Facebook, ma in realtà le cose stanno diversamente. Il “follow” non è reciproco: A può seguire B, ma non è detto che B segua A.

Viene quindi a mancare la corrispondenza biunivoca che lega due amici virtuali. Inoltre, grazie all’uso dell’ormai celeberrimo hashtag (parola preceduta dal #, es. #libro), si può trascendere ogni rapporto personale con altri utenti e vedere quello che scrivono persone con le quali non abbiamo alcun legame. Se andiamo a ricercare l’hashtag #cercoispirazione, potremo leggere tutti i tweet che lo riportano all’interno, anche se sono stati scritti da un utente a noi assolutamente sconosciuto.

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Ecco perché diventa importante conoscere bene i diversi meccanismo dei vari social network. Approcciarli erroneamente, pensando che siano tutti simili, potrebbe risultare controproducente. Questa considerazione ne porta con sé un’altra: non dobbiamo disperdere i nostri sforzi di marketing su troppi social. Potremmo crearci un profilo su ogni piattaforma conosciuta sulla faccia della terra, ma poi? Bisogna studiare caratteristiche e linguaggio di ognuno, in modo da utilizzarlo proficuamente e non inviare messaggi fuorvianti, cosa che richiede molto, troppo tempo. Inoltre bisogna “tenere vivo” il profilo, postando continuamente articoli, aggiornamenti, foto. Immagina un utente qualsiasi che approda sul tuo profilo Pinterest e lo trova desolatamente vuoto oppure del tutto inutilizzato da un anno. Che reazione avrà? Se ne andrà e noi avremmo perduto un altro potenziale lettore.

A questo punto giungiamo a una conclusione importante che possiamo considerare la nostra regola aurea: LESS IS MORE: meglio utilizzare uno, massimo due social network, ma essere solidi, competenti, coinvolgenti, piuttosto che essere presenti in maniera zoppicante e poco lucida su tutti quanti. Teniamo anche conto di quanto già detto in precedenza riguardo a Facebook: è vero che la creazione di un profilo è gratuita, ma se vogliamo essere presenti in maniera massiccia sulla rete un investimento economico o di tempo è necessario. Va da sé che maggiore è il numero di piattaforme su cui vogliamo fare promozione, maggiore sarà l’esborso di denaro e tempo.

goodreads

Nel mare di social network che ci circonda, ci tengo a portare alla tua attenzione l’esistenza di una piattaforma dedicata esclusivamente ai lettori: Goodreads. Si tratta di una realtà tutto sommato piccola se paragonata a colossi quali Facebook e Twitter, ma se vogliamo raggiungere dei lettori, questo è il posto che fa per noi. Su Goodreads c’è la possibilità di votare e recensire libri, stringere amicizie virtuali, entrare a fare parte di gruppi, mettere un “mi piace” su articoli scritti da altri. Per mezzo di un apposito collegamento, che dobbiamo fare esplicitamente, i nostri giudizi sui libri letti possono essere automaticamente portati su Facebook e Twitter, creando in questo modo interesse verso i nostri profili. Il nostro blog può essere agganciato a un altro su Goodreads, in modo tale che quanto scriviamo da una parte venga automaticamente riversato sull’altra; si lavora una volta sola per ottenere un doppio risultato. Si tratta di un luogo nel quale l’interazione tra utenti è davvero molto elevata e noi sappiamo che ad alta interazione corrisponde sempre una buona qualità. Perché non tralasciare qualche social poco interessante e puntare su questo?

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Io oggi mi fermo qui, ma vi chiedo: quanti social network usate? Quali sono quelli, a vostro avviso, più efficaci? Avevate già sentito parlare di Goodreads?