Blog di scritturaNel post precedente abbiamo parlato di quanto sia necessario creare un sito web statico, nel quale riportare informazioni pratiche relative a noi e al nostro libro. Si era anche accennato alla possibilità di creare un’area dinamica da mettere, in qualche misura, a disposizione di chi ci segue: il blog.

Il blog: perché?

Partiamo da un presupposto: a meno che non siate Stephen King è molto probabile che il blog, almeno inizialmente, non vi dia un grande valore aggiunto in fase di promozione del libro. E allora perché metterne in piedi uno? Personalmente ho individuato almeno due motivi:

1 – Un blog è una palestra utilissima per chi scrive. Bisogna entrare nell’ottica di idee che chi ci segue si aspetta da noi una certa periodicità nella pubblicazione dei post. Vediamola un po’ come se i nostri potenziali lettori fossero degli appassionati di una serie televisiva. Per esempio, sanno che il giovedì sera su FOX Tv c’è The Walking Dead. Il giovedì sera si metteranno davanti alla TV, belli comodi e pronti per vedere una nuova puntata che racconta le vicende di Rick Grimes e soci. Che succederebbe se l’attesissima puntata non venisse trasmessa, oltretutto senza fornire delle scuse o un orario alternativo? Probabilmente rimarrebbero delusi, ma il giovedì successivo ripeterebbero lo stesso processo.  Tuttavia se per tre/quattro giovedì consecutivi la puntata di TWD non venisse trasmessa è assai probabile che smetterebbero di seguirla per passare a vedere qualcosa di più regolare.  Applicando l’esempio a noi, se non vogliamo perdere follower e probabili acquirenti del nostro libro, dobbiamo capire che è necessario venire incontro alle esigenze del (nostro) pubblico e questo significa, per chi decide di aprire un blog, che si devono pubblicare regolarmente post di alta qualità.

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2 – Un blog è, per sua natura, un’area aperta alla quale può accedere chiunque. Spesso si tratta di persone che stanno vivendo la nostra stessa esperienza e che vanno in cerca di informazioni, potenziali scrittori per i quali il nostro blog può diventare un punto di riferimento. Oppure si tratta di autori più affermati di noi che possono lasciare, sotto forma di commento, delle critiche costruttive o delle informazioni utili. Se adeguatamente curato, il blog può diventare un importante strumento di condivisione della conoscenza. Ma il motivo principale è che un lettore che avesse saputo in qualche modo del nostro libro e volesse approndire la conoscenza dell’autore, troverebbe nel blog tutte le informazioni che cerca.

Al di là di qualsiasi considerazione, comunque, il blog può trasformarsi anche in un prezioso strumento di promozione, perché di fianco agli articoli o ai commenti si può installare un widget (oggetto) che reclamizza il nostro libro, per esempio l’immagine della copertina; il link su questo oggetto reindirizzerà l’utente verso la pagina dedicata al libro. Quanta più gente riusciamo a convogliare sul nostro blog grazie al lavoro effettuato sui social network, tanto meglio sarà per noi, perché il numero di persone che entreranno in contatto con il nostro libro aumenterà notevolmente.

Il blog: come?

Quali argomenti dovremmo trattare sul blog? Che tipo di linguaggio sarebbe opportuno utilizzare? Per quanto riguarda gli argomenti, bisogna giungere a un discreto compromesso. Nel caso specifico, io ho scritto un libro che parla di viaggi, per cui gli argomenti di cui parlo nel mio blog sono:

  • Editoria. Una rubrica simile a quella che state leggendo, nella quale riporto i risultati del processo di pubblicazione del libro.
  • Viaggi. Al momento, purtroppo, vuota in maniera desolante. Appena riuscirò a uscire da questo periodo molto intenso della mia vita, ricomincerò a viaggiare e in questa sezione racconterò le mie vicende.
  • Recensioni. Ovviamente di libri di viaggio scritti da autori selfpublished come il sottoscritto. Il primo post uscirà alla fine di settembre.
  • Spin-off.  (Credit: Giovanni Marco Nicolazzo della redazione). Chi tra voi leggerà il mio libro (ops, scusate, sto facendo promozione ;o)) avrà modo di conoscere alcuni strani personaggi che ho incontrato nel corso dei miei vagabondaggi in giro per il mondo. Ho intenzione di raccontare la storia (inventata) di queste persone. Per me si tratta di un triplo salto mortale perché passerò dalla scrittura autobiografica a quella creativa. Ecco confermato quello che si diceva prima: il blog diventa la nostra palestra di scrittura, il luogo nel quale misurarci con noi stessi e con le nostre capacità di scrittori.
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Il blog: quale linguaggio usare?

Ognuno ovviamente ha il suo stile e la scelta migliore è, ovviamente, aderirvi il più possibile. Io ho puntato su una scrittura leggera, spiritosa, autoironica perché questo è il mio approccio. Ho deciso di dare un’impronta amichevole, personalizzando gli articoli e dando del “tu” al lettore. Tento di essere coinvolgente ponendo domande al fondo di ogni post e invitando chi mi legge a interagire tramite commenti. Si tratta anche di una scelta diplomatica; sulla rete siamo davvero tutti uguali, con l’eccezione di qualche riconosciuto guru, per cui utilizzare un linguaggio simile ci permette di metterci sempre sullo stesso livello di chi ci legge.

Conclusioni

L’apertura di un blog non comporta costi aggiuntivi rispetto al sito, poiché il primo costituisce semplicemente una sezione del secondo. I costi, quindi, sono quelli già riportati nel post precedente:

Come strumento per la promozione di sicuro, sul breve termine, non è il più efficace. Si tratta di un lavoro che darà i suoi risultati nel corso del tempo, ma che fin da subito può contribuire a creare intorno a noi una piccola community di fan. Ora il punto è: come fare per mettere il mondo a conoscenza del nostro blog? Un modo è l’utilizzo accorto dei social network. Ne parleremo nel prossimo post.

E voi avete un blog? Di cosa parlate? In che misura influisce sulla promozione?

Marco Lovisolo