I social network giocano un ruolo importante nella promozione dei propri libri e del proprio nome. Una pagina Facebook può essere un buon veicolo pubblicitario se si impara a sfruttarla al meglio.
Mi sono trovata spesso a discutere sul fatto di aprirne una come autore o una dedicata al libro e ne ho tratto alcune riflessioni.

Perché funzioni, una pagina Facebook ha bisogno di essere aggiornata spesso in modo da attirare visite costanti. In mancanza di nuovi post e interazioni, il sistema smette di proporre le notizie di quella pagina nella home page dei lettori. Potreste ritrovarvi con 2000 follower iniziali che dopo un mese non ricevono più notifiche e vi dimenticano. Periodicamente Facebook elimina dai “Mi piace” sulla pagina gli utenti inattivi, così li vedrete calare. In questo senso, a mio parere, la pagina/libro ha vita breve. Quanti post potete scrivere sullo stesso libro senza diventare ripetitivi? Una volta esauriti citazioni e link alle recensioni, come pensate di aggiornarla? E, quando pubblicate un nuovo titolo, la abbandonate e ne create un’altra?

Per questo motivo ho scelto una pagina/autore associata al mio sito che offre una gamma maggiore di possibili post. Ogni argomento che ruota intorno al lavoro di scrittore è un potenziale aggiornamento che tiene vivo l’interesse del pubblico. Dai link agli articoli pubblicati sul mio blog alle foto delle mie presentazioni dal vivo, dalle notizie sul nuovo titolo in uscita alla canzone che mi ha ispirato una scena della trama, dalle citazioni alle fasi di creazione delle copertine. Inoltre, la uso per condividere articoli che parlano di me e del mio lavoro come recensioni o interviste.
Qualche volta mi sono anche divertita a creare immagini pubblicitarie, giocando con i siti di effetti fotografici gratuiti; io uso photofunia e potete vedere di seguito la battuta che ho proposto per San Valentino:

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Legione

Per alcuni post, come per esempio l’annuncio di una presentazione dal vivo, ho messo in evidenza la notizia per raggiungere un pubblico più ampio rispetto agli abituali follower. È un servizio di Facebook a pagamento. Cliccando su “metti in evidenza” il sistema mi chiede di stabilire un budget che può andare da pochi euro a centinaia, la durata della promozione che può essere un giorno o mesi, e il tipo di pubblico al quale proporre la notizia. È importante la selezione del target di pubblico perché una campagna troppo generica può raggiungere molte persone, ma pochi interessati.
Ho preferito circoscrivere il profilo utente con un piccolo gruppo di parole chiave come il genere di libro, l’età dei potenziali lettori, l’area geografica in cui si teneva l’evento. In questo modo ho mirato a persone che effettivamente potevano essere interessate a intervenire. La stessa cosa ho fatto per promuovere la pagina e alcuni post del mio blog, per esempio quando ho pubblicato racconti gratuiti.

Una volta ottenuto un certo numero di follower che interagiscono e condividono i contenuti della pagina, devo mantenerli, ravvivando il loro interesse con nuovi post. L’aggiornamento non richiede un impegno quotidiano, dal momento che i post possono essere programmati in anticipo, come gli articoli del blog. Quando ho un po’ di tempo libero, ne preparo più di uno e imposto data e ora di pubblicazione automatica. In seguito, mi resta solo da controllare se ci sono commenti ai quali rispondere. Per un aggiornamento costante e ordinato, mi sono imposta una sorta di “calendario editoriale”: martedì, giovedì e sabato pubblico i link agli articoli del mio blog, mentre il lunedì è dedicato a citazioni e immagini promozionali.

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Un’ultima cosa. Mi capita di ricevere messaggi di questo tipo: “Ho messo mi piace alla tua pagina, ricambi mettendolo alla mia?” e la mia risposta è sempre negativa. Se una pagina mi interessa, la seguo autonomamente e non per fare un favore. Lo scambio di mi piace è, secondo me, una pratica inutile perché la proposta non viene da qualcuno davvero interessato ai miei contenuti ed è un utente che non comprerà i libri né seguirà o condividerà i post, quindi a che scopo accettare? So che i miei follower visualizzano quali pagine seguo e affiliarsi a quella di uno sconosciuto solo per ricambiare un favore lega il mio nome a qualcuno che, con il mio supporto pubblico, può gestire una pagina con contenuti lontani dall’ambito letterario o dai miei gusti.
Dal profilo personale posso sostenere chi voglio, ma legare la pagina autore a quella di un negozio di abbigliamento per ottenere un “mi piace” in più, a mio parere, non ha senso.

Simona Colombo

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