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Quando guadagna un autore emergente, senza un editore? Prima di rispondere a questa domanda è d’obbligo una panoramica sul self publishing.

Per un autore, riuscire a farsi pubblicare un libro è un processo lungo e difficile. Innanzitutto bisogna contattare le varie case editrici e inviare il proprio manoscritto nella speranza di essere presi in considerazione. Poi, una volta trovata una casa editrice disposta a pubblicare il manoscritto, non è detto che essa prenda in considerazione la promozione della nostra opera. Quindi alla gioia della pubblicazione può seguire la delusione dovuta alla penuria di copie vendute. In alcuni casi poi, pubblicare è sinonimo di editoria a pagamento, con conseguenze spesso nefaste per l’autore.

I tempi sono cambiati e benchè il processo appena descritto resti tuttora valido, ora grazie a internet chiunque scriva un libro può pubblicarlo senza bisogno di editori o particolari risorse. Parliamo quindi di un fenomeno in costante crescita: il self publishing o in italiano auto pubblicazione. Un sistema basato sulla presenza di siti o piattaforme dove l’autore può caricare la propria opera e metterla in vendita senza l’aiuto di un editore.

Il self publishing è una pratica che si è ampiamente sviluppata dopo la nascita degli ebook. I libri in formato digitale conquistano col passare del tempo, fette di mercato sempre più ampie. Secondo alcuni dati ISTAT in Italia i lettori non superano il 50% della popolazione ma di questi almeno il 20% legge ebook comprati e scaricati dal web, un dato molto importante per gli autori che decidono di pubblicare i propri libri sul web.

Molti considerano l’auto pubblicazione come un aspetto negativo dell’editoria, giudicandola come una soluzione di ripiego ai normali meccanismi di pubblicazione e un modo in più per vedere pubblicate opere a dir poco scadenti. Ma non è sempre così. La rete è testimone di una serie di successi editoriali di perfetti sconosciuti senza editori alle spalle. Spesso il self publishing può essere un modo per evitare di pagare cifre più o meno significative e a scatola chiusa, senza sapere come il nostro editore investirà il denaro. Auto pubblicarsi può quindi essere una valida alternativa all’editoria tradizionale con alcuni vantaggi. Sta poi alla coscienza di ognuno di noi valutare la propria “opera” e decidere se può essere pubblicabile o se invece può risultare utile per rispolverare il proprio blog personale.

Auto pubblicare un libro

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Ore passate a scrivere davanti al computer, notti senza dormire, sempre chiuso in camera o nel proprio posto preferito. Però alla fine eccolo finalmente, ho scritto il mio primo libro. Centinaia di manoscritti inviati agli editori e nessuna risposta. Ed ora? Che faccio?

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Questo potrebbe essere il pensiero di uno scrittore che per la prima volta decide di scrivere un libro. Si inizia con passione e voglia di fare però nel momento in cui si termina l’opera e arrivano i primi no degli editori ecco aumentare i dubbi e le incertezze. E la voglia di lasciar perdere prende il sopravvento. Non vi abbattete! Ci sono mille modi per portare a termine il lavoro e realizzare il vostro sogno: pubblicare e far conoscere il libro.

Iniziamo dalla parte principale, la pubblicazione. A questo punto abbiamo deciso che non vogliamo affidarci a editori, così optiamo per l’auto pubblicazione.

Di solito le case editrici prima di pubblicare un manoscritto lo controllano, lo editano e ne correggono gli errori cercando di portare sul mercato un prodotto di qualità. Se si opta per il self publishing questo lavoro dovremmo farlo noi. Quindi non abbiate fretta e una volta terminato il libro magari fatevi dare una mano da chi è più esperto, pubblicare un testo pieno di errori o che presenta una qualità di scrittura inferiore alla media, equivale a vedere la propria carriera stroncata sul nascere. Quindi, investite una piccola somma per una scheda di valutazione del libro e poi eventualmente per un lavoro di revisione del manoscritto eseguito da professionisti del settore.

Vantaggi del Self Publishing

  • ­ Nessuna censura. Pubblicando da soli il nostro libro, decidiamo noi gli argomenti, il modo di scrivere e come scriverlo. Chiaramente prima di pubblicarlo, le varie piattaforme valuteranno un po’ il testo e i contenuti in modo che non contenga materiale che possa incitare alla violenza o altro, ma per il resto si riceverà una censura nettamente inferiore a quella che si potrebbe avere decidendo di pubblicare un’opera attraverso editori.
  • ­ Libertà creativa. Saremo noi a decidere quale copertina utilizzare, che tipo di scrittura usare, insomma saremo gli unici a curare l’aspetto finale del libro.
  • ­ Aspetto economico. E’ il vantaggio più grande che riceveremo dall’auto pubblicazione, si evitano fin da subito spese aggiuntive (come ad esempio la stampa su carta delle copie da vendere o il pagamento di editori ,ecc ), i guadagni sono immediati e in molti casi, se si è particolarmente bravi, si può dare davvero una svolta alla propria vita. La percentuale di guadagno su ciascuna copia venduta è almeno 10 volte superiore a quelle che pagherebbe un editore.
  • ­ Tempi di pubblicazione ridotti. Bastano solo pochi click per vedere pubblicato il libro, quindi si passa in poco tempo da un file sul pc ad una vera e propria opera letteraria alla portata di tutti.
  • ­ Contatto diretto con i lettori. Pubblicare online un libro ci mette a diretto contatto con chi magari il libro lo ha acquistato e letto. Commenti, giudizi e recensioni sono un aspetto importante di questo metodo di pubblicazione e ci aiutano a capire se la strada che stiamo percorrendo è quella giusta.
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Svantaggi del Self Publishing

  • Difficilmente un autore alle prime esperienze è in grado di capire dove il suo libro fa acqua, per esempio dove la trama andrebbe snellita, quali parti andrebbero tagliate e quali approfondite. Per questo un editor professionista è indispensabile: per smussare gli inevitabili difetti che uno stile acerbo ha prodotto.
  • Maggiore libertà significa anche maggiore responsabilità: l’impaginazione e la copertina sono a carico vostro. Non vorrete mica pubblicare un libro impaginato male?
  • Pubblicare il proprio libro, come abbiamo detto, è alla portata di tutti e senza barriere all’ingresso ma di fatto non è la cosa più importante per un autore. Ciò che conta è vendere delle copie. Pertanto essere autori di se stessi significa anche essere editori di stessi, cioè acquisire tutte quelle competenze di marketing e fare quelli investimenti in denaro che portano a vendere delle copie. Altrimenti pubblicare un libro e sperare di vendere delle copie senza fare niente è pura utopia.
  • Pregiudizio (del lettore). Questo è lo svantaggio più subdolo a cui si va incontro. Vincere la ritrosia dei lettori nei confronti di opere senza alcuna validazione preventiva.

Dove pubblicare il libro.

Esistono varie piattaforme dove poter auto pubblicare un libro e il numero è in continua crescita. Ne abbiamo parlato in un precedente articolo.

 

Quanto guadagna un autore emergente dalla vendita di un libro in self publishing?

Supponiamo di aver pubblicato e di aver avvio alla promozione del nostro libro,  la domanda ora è: quanto guadagna un autore emergente dalla vendita di un libro? Ovviamente non è possibile rispondere nello specifico. Possiamo però provare a capire nel complesso l’andamento dei guadagni di un self publisher in rapporto all’editoria tradizionale. Fortunatamente c’è chi ha fatto degli  studi per noi come il sito author earnings,  che ha prodotto dei report estremamente interessanti.

Author earnings ha analizzato la classifica dei best seller di Amazon per 7 quadrimestri da febbraio 2014 a settembre 2015, monitorando oltre 200.000 autori,  un milione di libri in vendita e mezzo miliardo di libri comprati.

L’obiettivo dello studio era proprio quello di capire i guadagni a lungo termine degli autori, perciò a questo scopo il campione è stato poi depurato da tutti i dati contenenti picchi occasionali: per esempio autori che hanno guadagnato molti soldi in un breve periodo: frutto magari di sconti del momento.

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Questo ha ridotto il campione a poco più di 5.600 autori, che non è altro che la punta dell’iceberg dato che ci sono migliaia di altri best seller che non sono apparsi nel campione per i motivi che abbiamo detto sopra. Ecco alcuni dati:

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In questa tabella sono rappresentati il numero di autori che hanno guadagnato almeno 10.000$ in un anno. Sono inoltri divisi in base all’anno di debutto. Risulta immediatamente evidente che 15 anni fa gli autori tradizionali erano in numero maggiore rispetto agli autori indie che invece pubblicavano in self publishing. Mentre il trend ora è decisamente invertito. Quindi in breve la conclusione: al giorno d’oggi su amazon gli autori che guadagnano almeno 10.000$ sono in maggioranza auto pubblicati

Il medesimo grafico lo riproponiamo per la fascia di reddito superiore a 25.000$ all’anno. E potremmo riproporlo anche per fasce di reddito più alte, ma il risultato è esattamente lo stesso.

 

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Passiamo ora ad un altra analisi, per capire tra gli autori indie, come sono distribuiti i guadagni in base alle fasce di reddito che abbiamo visto poco fa. Parliamo sempre di un campione di 5.600 autori. Come si vede dal grafico, oltre il 60% degli autori indie guadagna almeno 10.000$ all’anno. E un altro 20% di dollari ne guadagna almeno 25.000. E così via fino a una piccola percentuale dello 0.22% che ha guadagnato oltre un milione di dollari.

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Conclusioni. Quanto guadagna un autore self published? Si può vivere di scrittura?

Questi dati dimostrano inequivocabilmente che oggi il trend dei ricavi si sta invertendo e che complessivamente i guadagni degli autori indie sono superiori a quelli dell’editoria tradizionale. Questo è anche ovvio, dato che al crescere del mercato del self publishing, le percentuali su ogni singola copia che l’autore incassa, sono nettamente superiori a quelle di un autore tradizionale. Ma questi dati dimostrano anche che vivere di scrittura senza avere un editore alle spalle non è così raro e anzi, in alcuni fortunati casi, si può anche diventare milionari.
Certo qui parliamo di autori che per merito o per fortuna sono entrati nella best seller list di Amazon. Ma certamente è anche vero che parliamo solo della punta dell’iceberg di un fenomeno in crescita e tutto da modellare.