farsi conoscere sui social Sono certa che, leggendo questo titolo, qualcuno avrà mugugnato “Ma che stai dicendo!” Eppure le cose stanno esattamente così. Nel 2014 sono stati pubblicati 63.417 titoli nuovi, con una percentuale leggermente minore di un valore pari all’1,1% rispetto al 2013 (fonte: IE – Informazioni editoriali). Molto probabile che fra i titoli editi lo scorso anno, ci sia anche il vostro nuovo libro. La percentuale di chi legge, invece, è scesa ancora di più, attestandosi su di un 41,4% di lettori, ben il 3,4% in meno rispetto al 2013 (fonte: Istat).

Ora, i dati parlano chiaro: ci sono tanti, tantissimi libri pubblicati ogni anno, mentre coloro che leggono sono sempre meno. Pubblicare un libro e aspettare di vendere copie in maniera “naturale” è dunque un miraggio. Occorre fare la differenza per vendere un libro, essere presenti e attivi coi potenziali lettori, metterci la faccia insomma e, di non poco conto, essere umili.

Il contatto con i lettori

Se prima tutta la promozione di un libro si svolgeva offline, adesso, grazie ad internet, i tempi e i modi per farsi notare sono diventati molto più veloci e pratici. Ciò non vuol dire che bisogna sottovalutare l’importanza di fiere, presentazioni in libreria, ecc., anzi! Entrambi i canali, sia offline che online, vanno integrati: ad esempio, se state per partecipare ad un evento di settore, i canali social possono essere per voi il veicolo più immediato per comunicare tutti i dettagli (luogo, orario, eventuale prenotazione, recapiti, ecc.).

Ma come va gestito il rapporto con i lettori o potenziali tali? Partiamo dal presupposto che internet e i social network in particolare sono “democratici”: tutti hanno diritto di parola e di critica. Detto ciò, non vuol dire che tutte le opinioni sia rilevanti, ma anche di fronte alle critiche negative bisogna sapere come rispondere: mai essere aggressivi o far finta di niente, questo comportamento non andrebbe a vantaggio di nessuno.

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Tre cose da tenere sempre a mente:

  1. Essere presenti online: scegliete i vostri canali di comunicazione. Non è importante essere su tutti i social network, ma prediligete quelli che, fatte le dovute analisi, fanno al caso vostro. Naturalmente, una volta aperto un canale, dovrete curarlo con costanza oppure affidarvi ad un social media manager che gestirà per voi la comunicazione dietro vostre direttive. Importantissimo è avere un vostro blog, un punto di riferimento fisso per i vostri lettori.
  2. Saper gestire le situazioni di crisi: cosa sono le situazioni di crisi? Pensate a dei commenti negativi sulla vostra opera (come qualcuno di voi avrà già sperimentato in prima persona sulla nostra pagina), ad un eventuale attacco personale, ad una recensione negativa. Ecco, tutte queste situazioni possono essere definite di crisi. Evitate di rispondere di getto, ma studiate una strategia che possa essere valida in casi come questi. Importante è non essere aggressivi o maleducati, ma rispondere con garbo anche se in realtà, di getto, sareste più propensi per una risposta a tono.
  3. Essere creativi: questa è una caratteristica da tenere sempre a mente, perché in un mondo pieno di stimoli, quello che fa la differenza viene notato, si fa spazio fra gli altri.

E quando venderò un libro?

Se riuscite a incuriosire il lettore, a farlo appassionare alla vostra opera, beh, siete già a buon punto per vendere un libro. Ma il vostro primario obiettivo deve essere quello di farvi conoscere e poi quello di vendere.

Anzi, una cosa da non disdegnare, specie se siete scrittori emergenti pubblicati in self, e quindi più liberi, è quello regalare le copie del vostro ebook al pubblico: potreste optare per offerte a tempo, un download per coloro che si iscrivono alla newsletter del vostro sito, scrivere un racconto e permetterne il download gratuito, ecc.; le alternative sono tante, sta solo a voi la scelta e l’inventiva.

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Attenzione, però. Non si tratta, in questo caso, di svilire il vostro lavoro, ma di diffonderlo al fine di farvi conoscere.

Un lettore che ha apprezzato la vostra opera – anche se l’ha letta gratis -, sarà di certo propenso ad acquistare un titolo successivo a pagamento. Voi non fareste così?