Un titolo provocatorio per una domanda legittima: per un autore emergente, pagare una recensione è lecito?

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Facciamo l’ipotesi che oggi un imprenditore si svegli e decida di voler aprire un’azienda che possa sostentarsi grazie alla vendita delle recensioni.
Così questo coraggioso e temerario imprenditore, fonda l’ipotetica azienda Acme recensioni srl, con l’obiettivo di vendere recensioni a pagamento. La Acme in breve tempo crea un bellissimo sito che diventa super visitato, così gli autori cominciano ad arrivare a frotte chiedendo una recensione del proprio libro. L’imprenditore temerario, decide così di assumere il più bravo e più veloce redattore sulla piazza, per poter effettuare tale servizio.
Egli comincia così a calcolare il costo del servizio e scopre che per prima cosa occorre calcolare quanto tempo occorre per leggere il libro! Stabilito un tempo di lettura di 8 ore al giorno, egli calcola che il suo Super-bravo-redattore impiega solo due giorni (ovvero 16 ore) per leggere il super-mattonazzo di 500 cartelle.
Il suo Super-bravo-redattore impiega poi del tempo per:

  • un minimo documentarsi su chi è l’autore e cosa ha già scritto,
  • scrivere la recensione,
  • revisionarla,
  • rileggerla,
  • cercare un’immagine.

In tutto, siccome è super-bravo-e-veloce, impiega 4 ore di tempo che sommate alle precedenti fanno 20 ore totali. Circa due giorni e mezzo, niente male!
Il Super-bravo-redattore è anche economico e infatti con 1000 € al mese di stipendio si accontenta. Ma, ahimè, i 1000 € al mese per l’imprenditore diventano 2000 € tra quelli che deve dare allo Stato e quelli che deve al lavoratore tra TFR, i contributi INPS e compagnia bella. Se i giorni lavorativi in un mese sono 20 allora il redattore costa 100 € al giorno.
Allora quanto costa una recensione? Presto detto: 2 giorni e mezzo di lavoro sono precisamente 250 €!!! Si badi bene, questo è il puro costo, se la vende a 250 € l’imprenditore non ci guadagna niente. Ecco dunque stabilito il prezzo minimo di una recensione!

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Allora l’Imprenditore temerario stabilisce che il prezzo di vendita del servizio di recensione sarà di 250 €. Contemporaneamente licenzia immediatamente il suo Super-bravo-redattore e lo sostituisce con un Appassionato-redattore, animato da forte passione per i libri e che legge per puro diletto senza chiedere in cambio il vil denaro.

Continuando con la nostra ipotesi,  supponiamo che un Bravo-autore-emergente visiti il sito e decida che valga la pena spendere 250 € per fare promozione al suo capolavoro letterario auto pubblicato e appena sfornato.
Così Appassionato-redattore si mette al lavoro e in meno di 2 giorni e mezzo divora il libro e sforna la recensione.

Accidenti, la recensione è negativa!!!
Il libro era ben scritto, buono nella forma, con personaggi interessanti. Ma, ahimè, lui è appassionato di storia antica medievale e l’horror paranoico post-atomico non tanto gli garba.
Così che peccato, arriva un giudizio negativo.
Il Bravo-autore-emergente è impicciato, ha speso 250 € per fare promozione al suo libro e si è beccato pure una recensione negativa. Così protesta violentemente con l’imprenditore il quale alza le mani: «La libertà di espressione nella mia azienda è sacra, il redattore scrive quello che pensa!»

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Per quanto la situazione qui descritta sia paradossale, non è in realtà così dissimile dalla verità. Parliamo ora chiaramente e fuor di metafora.
Autori emergenti che pubblicano libri con editori più o meno piccoli, con editori a pagamento o con l’auto-pubblicazione ci sono e ce ne saranno sempre più. La nostra esperienza ci dice che nel 95% dei casi, il lavoro è di scarsa qualità letteraria, con una grammatica zoppicante, con intrecci e trame inutili alla storia. Con storie molto deboli, quando ci sono.
Redattori appassionati che leggono per pura passione ci sono e ci saranno sempre. Do ut des, libri in cambio di recensioni. Solo che non vogliono giustamente leggere gli emergenti. Ci sono migliaia di libri di autori conosciuti che escono ogni anno, per quale motivo al mondo dovrebbero leggere un emergente?
Imprenditori che guadagnano dal loro lavoro, sia anche per fare promozione a un libro, ci devono essere e ci saranno sempre. È giusto sia così.

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La morale di tutta la storia ed i miei consigli non richiesti sono queste: smettetela di chiedere recensioni ai siti che parlano di libri!!! Mandare un libro a una redazione è come cercare di sparare a un bersaglio con la luce spenta.
In primis, se non avete un’editore, spendete i 250 € della recensione per fare un lavoro di revisione del libro affidandovi a un professionista, non a vostra cugina che studia lettere.
Cercate di capire quale sia il vostro target di riferimento, il vostro pubblico di riferimento. Date delle copie gratuite e fate rispondere a un questionario da voi preparato con domande diverse da “ti è piaciuto il libro?”.

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Poi aprite un blog, una pagina Facebook, un canale YouTube o quello che volete e rivolgetevi a quel target di riferimento. Ma non fatelo per pubblicizzare il vostro libro. Mai. Fatelo per parlare agli altri. Spremete la vostra creatività e cercate di incuriosire i lettori.
Diciamolo chiaramente, in una bosco di sequoie giganti, un libro di un emergente è come un arbusto rinsecchito: non interessa nessuno. Studiate degli argomenti, poi scrivete degli articoli, create o fatevi creare un’immagine, un video o qualsiasi cosa che susciti dibattito, emozione, interesse o che sia creativo.
Spendete il vostro tempo e denaro altrove e lasciate che siano i vostri lettori a fare le recensioni, non voi a richiederle a terzi.